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Secondo figlio, che cosa mi aspetto?

Sto ancora cercando di capire che cosa non è andato nei primi mesi con la mia prima figlia, che ora ha 18 mesi.

Ho vissuto malissimo la fatica, i risvegli notturni, i problemi con l’allattamento, la solitudine.

Ci ho messo almeno sei mesi per dire anch’io: – “Avere un figlio è bellissimo, questa bambina è la cosa più bella del mondo”. Le mie amiche lo dicevano dopo neanche un mese dal parto e io tuttora non le capisco.

E sono convinta che molte madri non dicono la verità, che far finta che vada tutto bene è un atteggiamento molto diffuso, che alla lunga non fa bene a nessuno. Probabilmente perché pensano che nessuno le ascolterà, che nessuno si farà carico del loro disagio. E non hanno tutti i torti, purtroppo.

Lo scrivo alla vigilia dell’uscita nelle sale del film “Tutto parla di te“, di Alina Marazzi, una storia inedita che racconta la maternità, il parto, il puerperio, ma soprattutto la depressione. Non vedo l’ora di vederlo. E c’è anche un progetto in rete ispirato al film, dove raccontare le nostre storie di maternità, nel bene e nel male, “Tutto parla di voi“, anche su FB.

Le mamme che non si lamentano dicono che è tutta questione di aspettative, che basta non averne o ridimensionarle. Ecco, io dico che è impossibile non avere delle aspettative, che siamo esseri umani ed è normale e sano avere delle aspettative, anche se al dunque rimangono disattese e deluse. Mi arrabbierò, mi lamenterò a oltranza, ma vivaddio, non sarò una madre perfetta e i miei figli impareranno a non sentirsi in colpa quando si lamentano un po’.

Ho pensato che questa volta potrebbe aiutarmi capire quali sono le mie aspettative con questo secondo bambino che deve arrivare, dirle, portarle a coscienza, osservarle. E poi vedere quali azioni posso intraprendere per realizzarle, se ne vale la pena, o per accantonarle, se sono davvero così irrealistiche.

Eccole qui.

1) Vorrei un parto naturale fino in fondo, senza separazione traumatica dal bambino, perché credo che quelle prime ore dopo la nascita siano fondamentali e preziose per creare un legame a prova di fatica e di frustrazione. Con la mia prima figlia ci siamo incontrate dopo due ore, e forse questo ha contribuito a rendermela estranea, a non riconoscerla.

2) Mi illudo che non ci sarà il caos emozionale e fisico del primo postparto. Ho dei ricordi vaghi dei primi giorni, ma ricordo che con mio marito non avevamo tempo di mangiare seduti insieme, che rinunciavo a fare pipì, che organizzarsi per uscire di casa era un’impresa.

3) Mi aspetto che pretenderò meno da me stessa e accetterò di buon grado di non dover/poter far molto altro che allattare e stare con i bambini nelle prime settimane. Spero che non mi prenda la frenesia di fare, uscire, andare al ristorante, in autobus, in giro per negozi. In questo, il parto previsto a inizio agosto mi aiuterà, spero!

4) Vorrei che le persone che avrò intorno mi aiutino davvero a non fare ‘niente’ e a starmene col mio bebè e con la mia bambina, per qualche settimana.

5) Continuo a illudermi che le notti non saranno così interrotte e sfiancanti, e che almeno durante il giorno ci sia qualche momento di tregua. Mi aspetto un bambino che dorme e mangia, ahahahah!

6) Mi aspetto che mio marito non vada nel pallone e si dilegui, che anzi si prenda cura di me, ma soprattutto si faccia carico di Anita, la intrattenga e la faccia sentire parte di una fatica e di un progetto più grandi, quelli della sua famiglia.

7) Mi aspetto che Anita la prenda bene, non si senta usurpata, messa da parte, abbandonata, che non mostri indifferenza ma neppure sentimenti negativi. Povera lei!

E voi? Quali erano le vostre aspettative nell’idillio della gravidanza? Come è andata?