Pannolini lavabili per tutti (anche per le mamme lavoratrici)

Quando mi sono avvicinata al mondo dei pannolini lavabili ho chiesto alle mie amiche già mamme perché non avevano mai provato a usarli. Per me una volta accettata l’idea di provarli, è stato facile. Sono molto meno complicati di quanto pensassi. Ma una di loro non tanto amica mi ha risposto: “Perché non lavori! Se fossi una mamma che lavora non avresti proprio il il tempo!”

E così eccomi a sfatare l’immagine che usare i pannolini lavabili sia un’immane fatica e perdita di tempo.

Scelta – La parte più complicata per me è stato orientarmi nella scelta. Ci sono diversi modelli, differenti tessuti e combinazioni. Mi è servito poter usare un kit di prova prestatomi da Barbara di Ecoalma. Se abitate nei dintorni di Treviso potrete chiedere a lei. Ma in molte città stanno nascendo delle pannolinoteche (per es. a Roma), per permettere alle mamme di trovare i pannolini più adatti ai propri bambini. Queste sono le variabili da valutare: vestibilità e praticità del modello, tempo di asciugatura, tessuto a contatto con la pelle, tenuta.

Modelli – Io mi sono orientata verso due modelli: Pocket a tasca per il giorno e Fitted + Mutanda per la notte. Ho anche provato alcuni Pieghevoli con il nappi, ma non facevano per me, troppo complicati.

Tessuto – Per quanto riguarda il tessuto a contatto con la pelle, bisogna tenere presente che il pile drena la pipì lasciando la pelle asciutta, mentre il cotone e il bambù a contatto con la pelle la lasciano bagnata, anche se sono più assorbenti. Sulla pelle di mia figlia si è rivelato meno irritante il pile rispetto al bagnato di una pipì magari acida, quindi anche quando uso i pannolini Fitted di bambù per la notte (che sono molto assorbenti), metto un velo di pile tra il pannolino e la pelle.

Marche – Per il giorno con i pannolini pocket Bumgenius mi sono trovata benissimo, sono di ottima qualità e molto belli. Certo, costano. Ho provato anche i pocket Pallino e Sunny di Natuarlmamma, molto più economici, ma nella mia esperienza inaffidabili (probabilmente per via del cavallo stretto da cui esce la pipì). Per la notte mi sono trovata molto bene con gli Hippy Nappy di Naturalmamma, pocket con un’ottima tenuta. Li alterno ai Bamboozle della Tots Bots, tutti in bambù (quindi uso un velo di pile a contatto con la pelle), e agli Easy Peasy Bumble con i bottoncini, che invece hanno il pile a contatto con la pelle. Questi due ultimi modelli, essendo Fitted, necessitano di una mutanda impermeabile di PUL (consiglio di prendere una taglia comoda, perché non devono stringere per evitare l’effetto spugna) o meglio ancora di lana (fantastica per l’inverno, tiene la pancia calda, è del tutto traspirante pur essendo impermeabile, richiede un po’ più di cura, ma dà grande soddisfazione).

Velcro o bottoncini – Il velcro può apparire più pratico, ma è anche più deteriorabile, lavatrice dopo lavatrice, e non durare con un secondo o terzo figlio. Bisogna ricordarsi di chiuderlo bene quando lo si mette in lavatrice. Con i bottoncini ho l’impressione di poter regolare meglio la taglia e di farla ‘tenere’ di più. Certo, quando il pupo inizia a dimenarsi sul fasciatoio (la mia verso l’ottavo mese), il velcro è più veloce. Io ho preso un po’ e un po’.

Accessori – Veli raccoglifeci di carta, veli di pile, una scorta di inserti o booster che aumentano l’assorbenza, in vista delle pipì più abbondanti via via che il bambino cresce, la sacca retinata da tenere nel bidone per infilarci i pannolini e metterla poi direttamente in lavatrice (i pannolini poi escono da soli). Ho visto che alcune case di pannolini vendono anche il bidone per contenerli a prezzi altissimi. Io ne ho trovato uno molto funzionale, capiente e a chiusura quasi ermetica per 5 euro in un supermercato di casalinghi.

Lavaggio e cura – Chiedete al vostro rivenditore le istruzioni per il lavaggio. Barbara di Ecoalma produce un opuscolo dettagliato con le istruzioni da seguire e i dubbi in caso di scarsa assorbenza dei pannolini. Io faccio una lavatrice ogni 2-3 giorni, stenderli è velocissimo, non come una lavatrice di calzini! Una volta asciutti, li riassemblo tutti in modo da averli pronti quando mi servono. E’ una pratica zen che richiede una decina di minuti.

Quanti – Per iniziare direi 8 per il giorno e 4-5 per la notte. Poi si possono incrementare.

Dove acquistarli – Ci sono tanti siti dove comprare, io ho preso tutto da Barbara di Ecoalma, perché la conoscevo, è stata superdisponibile e mi ha saputo consigliare. Solo di recente ho scoperto tante mamme che producono pannolini fatti a mano di altissima qualità e molto belli, come Serena Taccari di Oh mama! o Barbara di Tre topini. Mi piacerebbe provarli. Per orientarsi, confrontarsi e saperne di più vi consiglio di visitare il sito di NonSoloCiripà, un’associazione di genitori che usano i pannolini lavabili.

Perché – Perché sono belli, colorati, allegri. Mentre li usi, li lavi, li stendi, li riassembli, senti di “prenderti cura del tuo bambino” (cit. Serena Taccari di Oh mama!). Ed è una bellissima sensazione. E per quelli che si nascondono dietro il “si inquina di più con le lavatrici e il sapone che usando gli usa e getta”, NON E’ VERO, informatevi!

6 pensieri su “Pannolini lavabili per tutti (anche per le mamme lavoratrici)

  1. Grazie Olivia, il tuo post è stato molto esaustivo, non sapevo delle pannolinoteche! Credo sia molto importante vedere dal vivo le varie versioni, ho ancora parecchi dubbi sull’assemblaggio e su quali accessori/materiali scegliere. In più non ho idea dei tessuti più appropriati per la mia piccola, forse col kit di prova questi dubbi si possono risolvere…
    Come ti sei trovata con la taglia unica? Usi un detersivo particolare? Leggevo su Ecoalma che un detersivo sbagliato o mal sciacquato potrebbe causare irritazioni…grazie dei consigli preziosi!

  2. Ciao Eugenia, nel momento in cui ieri sera ho chiuso il pc mi sono resa conto che c’erano ancora tante domande a cui rispondere! Per la taglia: io ho iniziato a usarli quando Anita aveva già 4 mesi, quindi ho scelto tutte taglie uniche (si possono regolare) e mi sono trovata bene, sono forse più ingombranti ma si risolve comprando gli estensori per il body http://www.ecoalma.it/it/accessori/41-nature-babies-estensione-body-3pz.html; per il detersivo ne uso solo per i lavabili uno ecologico liquido, che mi dura da mesi, perché ne uso un cucchiaino a volta (come suggeritomi da Barbara). Se non trovi un kit di prova, ti consiglio di acquistare un pannolino per ogni modello che ti incuriosisce e iniziare a provarli, poi sceglierai quali incrementare.

  3. Eccomi Olivia, ieri sono corsa disperata a prendere dei pannolini lavabili, ho trovato un kit di prova di ImseVimse del tipo tutto in due e un ultrafit di Popolini. Si stanno asciugando, speriamo vadano bene, i materiali sembrano ottimi! Nel negozio dove sono andata (che conosci bene è dalle tue parti e me l’avevi consigliato, ma ai saldi!!!) non ho trovato tutta la scelta di ecoalma e i costi erano decisamente più elevati, ma per iniziare in fretta ho dovuto fare così :-( mi hai anticipato con gli estensori!! Non li conoscevo…almeno evito di dover cambiare di nuovo tutto il guardaroba della piccola. Ora che ho visto dal vero alcuni modelli le tue indicazioni mi saranno ancora più utili, a naso forse il tipo pocket a tasca è il mio preferito, peccato non averlo visto dal vivo. Ricomincio a studiare!

  4. Cara Olivia ti aggiorno sulle mie scoperte dopo l’uso dei pannolini… gli ImseVimse hanno un buon tessuto e si asciugano molto rapidamente, il vantaggio è anche che sono poco ingombranti, lo svantaggio è che non hanno nè velcro nè bottoncini, ma solo dei lembi che si chiudono per sovrapposizione per cui non sono rapidissimi da chiudere, in pratica è la mutandina impermeabile che regge tutto. Gli ultrafit di Popolini hanno un tessuto meravigliosamente morbido e sono più facili da chiudere i tempi di asciugatura però sono stati drammatici: 2 gg pieni!

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