Archivi del mese: novembre 2012

Pannolini lavabili per tutti (anche per le mamme lavoratrici)

Quando mi sono avvicinata al mondo dei pannolini lavabili ho chiesto alle mie amiche già mamme perché non avevano mai provato a usarli. Per me una volta accettata l’idea di provarli, è stato facile. Sono molto meno complicati di quanto pensassi. Ma una di loro non tanto amica mi ha risposto: “Perché non lavori! Se fossi una mamma che lavora non avresti proprio il il tempo!”

E così eccomi a sfatare l’immagine che usare i pannolini lavabili sia un’immane fatica e perdita di tempo.

Scelta – La parte più complicata per me è stato orientarmi nella scelta. Ci sono diversi modelli, differenti tessuti e combinazioni. Mi è servito poter usare un kit di prova prestatomi da Barbara di Ecoalma. Se abitate nei dintorni di Treviso potrete chiedere a lei. Ma in molte città stanno nascendo delle pannolinoteche (per es. a Roma), per permettere alle mamme di trovare i pannolini più adatti ai propri bambini. Queste sono le variabili da valutare: vestibilità e praticità del modello, tempo di asciugatura, tessuto a contatto con la pelle, tenuta.

Modelli – Io mi sono orientata verso due modelli: Pocket a tasca per il giorno e Fitted + Mutanda per la notte. Ho anche provato alcuni Pieghevoli con il nappi, ma non facevano per me, troppo complicati.

Tessuto – Per quanto riguarda il tessuto a contatto con la pelle, bisogna tenere presente che il pile drena la pipì lasciando la pelle asciutta, mentre il cotone e il bambù a contatto con la pelle la lasciano bagnata, anche se sono più assorbenti. Sulla pelle di mia figlia si è rivelato meno irritante il pile rispetto al bagnato di una pipì magari acida, quindi anche quando uso i pannolini Fitted di bambù per la notte (che sono molto assorbenti), metto un velo di pile tra il pannolino e la pelle.

Marche – Per il giorno con i pannolini pocket Bumgenius mi sono trovata benissimo, sono di ottima qualità e molto belli. Certo, costano. Ho provato anche i pocket Pallino e Sunny di Natuarlmamma, molto più economici, ma nella mia esperienza inaffidabili (probabilmente per via del cavallo stretto da cui esce la pipì). Per la notte mi sono trovata molto bene con gli Hippy Nappy di Naturalmamma, pocket con un’ottima tenuta. Li alterno ai Bamboozle della Tots Bots, tutti in bambù (quindi uso un velo di pile a contatto con la pelle), e agli Easy Peasy Bumble con i bottoncini, che invece hanno il pile a contatto con la pelle. Questi due ultimi modelli, essendo Fitted, necessitano di una mutanda impermeabile di PUL (consiglio di prendere una taglia comoda, perché non devono stringere per evitare l’effetto spugna) o meglio ancora di lana (fantastica per l’inverno, tiene la pancia calda, è del tutto traspirante pur essendo impermeabile, richiede un po’ più di cura, ma dà grande soddisfazione).

Velcro o bottoncini – Il velcro può apparire più pratico, ma è anche più deteriorabile, lavatrice dopo lavatrice, e non durare con un secondo o terzo figlio. Bisogna ricordarsi di chiuderlo bene quando lo si mette in lavatrice. Con i bottoncini ho l’impressione di poter regolare meglio la taglia e di farla ‘tenere’ di più. Certo, quando il pupo inizia a dimenarsi sul fasciatoio (la mia verso l’ottavo mese), il velcro è più veloce. Io ho preso un po’ e un po’.

Accessori – Veli raccoglifeci di carta, veli di pile, una scorta di inserti o booster che aumentano l’assorbenza, in vista delle pipì più abbondanti via via che il bambino cresce, la sacca retinata da tenere nel bidone per infilarci i pannolini e metterla poi direttamente in lavatrice (i pannolini poi escono da soli). Ho visto che alcune case di pannolini vendono anche il bidone per contenerli a prezzi altissimi. Io ne ho trovato uno molto funzionale, capiente e a chiusura quasi ermetica per 5 euro in un supermercato di casalinghi.

Lavaggio e cura – Chiedete al vostro rivenditore le istruzioni per il lavaggio. Barbara di Ecoalma produce un opuscolo dettagliato con le istruzioni da seguire e i dubbi in caso di scarsa assorbenza dei pannolini. Io faccio una lavatrice ogni 2-3 giorni, stenderli è velocissimo, non come una lavatrice di calzini! Una volta asciutti, li riassemblo tutti in modo da averli pronti quando mi servono. E’ una pratica zen che richiede una decina di minuti.

Quanti – Per iniziare direi 8 per il giorno e 4-5 per la notte. Poi si possono incrementare.

Dove acquistarli – Ci sono tanti siti dove comprare, io ho preso tutto da Barbara di Ecoalma, perché la conoscevo, è stata superdisponibile e mi ha saputo consigliare. Solo di recente ho scoperto tante mamme che producono pannolini fatti a mano di altissima qualità e molto belli, come Serena Taccari di Oh mama! o Barbara di Tre topini. Mi piacerebbe provarli. Per orientarsi, confrontarsi e saperne di più vi consiglio di visitare il sito di NonSoloCiripà, un’associazione di genitori che usano i pannolini lavabili.

Perché – Perché sono belli, colorati, allegri. Mentre li usi, li lavi, li stendi, li riassembli, senti di “prenderti cura del tuo bambino” (cit. Serena Taccari di Oh mama!). Ed è una bellissima sensazione. E per quelli che si nascondono dietro il “si inquina di più con le lavatrici e il sapone che usando gli usa e getta”, NON E’ VERO, informatevi!

Cinque cose da fare prima di partorire

Per quanto cerchiate di immaginare realisticamente come sarà la vostra vita tornate a casa con il vostro bebè, la realtà sarà molto peggio!

Non per tutti è così, vi auguro che per voi sia una passeggiata, ma meglio prepararsi al peggio per poi tirare un sospiro di sollievo, no?

Io personalmente ho odiato le mie amiche che avevano partorito un mese prima di me e mi dicevano: “E’ bellissimo! E’ la cosa più bella del mondo!”. Quando Anita aveva 23 giorni alla riunione del gruppo postparto ho detto che per me era “carino” ogni tanto, ma il più delle volte ero distrutta, mi chiedevo in che guaio mi ero cacciata e in pieno babyblues vedevo mia figlia come un’estranea.

Con il senno di poi credo mi abbia molto aiutato tirare fuori sin dall’inizio questi sentimenti negativi, senza cercare di negarli o sublimarli, anzi, a volte anche esagerandoli. Ho reagito cercando aiuto, sostegno, accudimento. Ho letto libri. Ho provato tante strade.

Quindi qualche consiglio alle future mamme per affrontare meglio il periodo del puerperio.

1) Se volete allattare, informatevi! Meglio essere preparate prima su come funziona l’allattamento e che difficoltà potreste incontrare. Seguite un corso approfondito, individuate una persona di riferimento che potrete contattare per ogni chiarimento: se è una consulente professionale per l’allattamento materno IBCLC, procuratevi il suo numero di telefono e verificate se e a quale prezzo è disponibile a venire a casa vostra dopo la nascita del bambino; se è una consulente de La Leche League, informatevi sugli incontri mensili e possibilmente seguitene qualcuno già prima del parto. Date un’occhiata ai libri e ai link consigliati.

2) Prendete in considerazione la possibilità di portare il vostro bimbo in una fascia o in un marsupio! E’ un modo comodo e confortevole di muoversi con lui fuori casa, senza l’ingombro della carrozzina. Vi ridarà l’ebbrezza di quando non eravate mamme e potevate muovervi in libertà. Potrete prendere autobus, treni, scale mobili con il vostro pulcino nascosto tra i vostri vestiti, cuore a cuore, pancia a pancia con voi. Portare è comodissimo anche dentro casa, quando il pupo è stanco, piange, si lamenta, o semplicemente quando dovete cucinare o stendere la lavatrice e lui non ne vuole sapere di stare per conto suo. Cercate di capire prima del parto quali sono i vari tipi di supporto e quello che fa al caso vostro. Non lasciatevi scoraggiare dall’apparente complicatezza di certe fasce e non esitate a chiedere alle mamme portatrici che incontrate per strada, saranno orgogliose di aiutarvi. E se avete individuato la fascia che fa per voi, acquistatela già prima del parto. Prima la usate, meglio è. Noi siamo uscite dall’ospedale con Anita nella fascia! Il mio consiglio è di comprarla da una mamma che le fa, cercate su internet, ce ne sono tantissime e sono sicure, belle, personalizzabili. In molte città esistono le fascioteche, luoghi dove si possono provare diversi tipi di supporti e prendere in prestito le fasce per testarle con il proprio bebè (a Roma, a Torino). Un buon modo per orientarsi è seguire qualche discussione sul gruppo “portare i bambini” su Facebook.

3) Preparate le scorte! Comprate pasta, riso, marmellata, carta igienica, dentifricio, deodorante, shampoo, perché quando avrete un’oretta libera col pupo, meglio trascorrerla al parco che al supermercato. Preparate pasti pronti e surgelateli. Nei primi giorni/settimane dopo il parto non avrete materialmente il tempo di cucinare, e forse neanche la voglia. Ma è molto importante che mangiate a dovere per rimettervi in forze e produrre il latte. Individuate qualcuno che cucini per voi nelle prime settimane dopo il parto: la mamma, la suocera, la vicina di casa, un’amica. Non occorre che lo faccia a casa vostra, può portarvi i pasti già pronti e voi dovrete solo infilarli nel microonde. Ottimi ricostituenti sono i germogli e le mandorle, ricche di ferro e di calcio. Nei negozi bio si trova una crema di mandorle 100% da spalmare sul pane, che è un vero concentrato di energia e di buon umore.

4) Trovate una persona che vi dia una mano nelle faccende di casa. Non avrete la forza di farle voi e, se pensate di farcela, riposatevi, riposatevi, riposatevi. Fate una passeggiata, respirate aria fresca, distendete la mente. I mesi a venire saranno duri e il vostro bimbo avrà bisogno di una mamma in forma. Con 25 euro a settimana potrete avere la casa decentemente in ordine e concentrarvi su cose più piacevoli. Ve lo meritate!

5) Individuate un luogo dove si incontrano altre mamme, che sia il consultorio, le riunioni de La Leche League, i centri di sostegno alla genitorialità, il cinemamme (a Roma, a Padova, a Brescia), il Milk Bar, è molto importante uscire e incontrare altre mamme, condividere le esperienze e le preoccupazioni, scoprire che è possibile fare alcune cose piacevoli anche con un lattante al seguito, come chiacchierare tra mamme, bere un tè, vedere un film, ecc. E’ un sollievo gestire un neonato tra altre mamme nella stessa situazione, la mamma si rilassa e si rilassa anche il bebè.